Spagna

Spagna, viaggio dentro Salvador Dalì

Se siete a Barcellona concedetevi una fuga di un giorno a Figueres, non ve ne pentirete. C’è un museo che tutto può sembrare fuorché un museo… Vi piacerà, anche se l’arte non vi fa impazzire.

Questo piccolo paesino, a 100 km da Barcellona, ha dato i natali al più originale, eccentrico, pazzo, fuori di testa, scandaloso artista del ‘900: Salvador Dalí.
Nel 1960 l’allora sindaco di Figueres chiese a Dalí un opera d’arte per il museo del paese. Dalí rispose che non avrebbe donato un’opera alla sua città, ma un intero museo.
Scelse come sito i resti del teatro municipale, per tre ragioni:

Sono un pittore soprattutto teatrale, il teatro si trova di fronte alla chiesa dove sono stato battezzato e io sono cattolico, e nel vestibolo del teatro venne allestita la mia prima mostra..

La costruzione del teatro museo inizia nel 1961 e procede sino alla morte dell’artista, nel 1989. Dalì si occupa personalmente della costruzione del museo, ogni dettaglio è un’opera surreale dell’artista. OGNI DETTAGLIO.. dalla struttura esterna ad ogni angolo interno, patio, scale, pareti, finestre, arredi, è la testimonianza del surrealismo dell’artista.

Il viaggio inizia dalla piazza antistante il museo, dove le opere d’arte surrealiste ci accompagnano fin dentro il teatro museo. La facciata esterna è di per se già un opera d’arte. Dimenticate quindi, sin da subito, i classici musei. Non aspettatevi un classico museo con le sale e le opere esposte alle pareti. No, non ci sono sale. Il museo si articola in 3 piani ed è un viaggio dentro Dalì.

Anche la facciata è un susseguirsi di opere dell’autore, surrealiste e un po’ kitch. È sormontata da una corona composta da manichini in stile deco. I due manichini sulla facciata centrale sostengono l’atomo di idrogeno, a conferma della passione dell’artista per la scienza.

Altro particolare dell’esterno le decorazioni di uova e pane. Con uova e ricci di mare aveva conquistato la sua Gala (moglie e soggetto di molte sue opere) e con pane e uova avrebbe sfidato la morte. L’uovo e il pane sono un motivo Daliniano molto importante, simboleggiano la vita, l’amore e la speranza. Con Uova e Pane ha adornato la facciata del suo museo. L’interno è poi un susseguirsi di altre opere surrealiste.

Il museo si suddivide in vestibolo, cortile, cupola, sala del tesoro, pescherie, cripta, sala mae west, secondo e terzo piano, torre Galatea.

Il Giardino a cielo aperto ci accoglie con l’installazione di un imponente Cadillac al centro, alla cui guida è seduto un manichino e la pioggia artificiale cade all’interno. Descrivere il museo nei dettagli è praticamente impossibile, è un museo che non va visitato ma vissuto. Cito giusto la sala Mae West, quella che mi ha forse colpito di più, creata da Dalì per rendere omaggio all’omonima attrice americana degli anni 40.

È stato ricreato il suo volto: due stampe in bianco e nero, con un gioco di prospettive, per rappresentare gli occhi; un divano rosso fuoco, dalle forme sinuose, per rappresentare le labbra; infine un cammino, per rappresentare il suo naso. Per ammirare quest’opera si può salire su una piccola scala posizionata alla giusta distanza, mettersi al centro di un piccolo balcone ed ecco, la magia Daliniana… il volto della diva tanto amata da Dalì.

Oltre ai dipinti dell’artista, il museo contiene opere, marchingegni, istallazioni e sculture. Importante sapere che la salma di Salvador Dalì è stata tumulata nella cripta del museo.

Diceva Dali del suo museo :

Voglio che il mio museo sia come un blocco unico, un labirinto, un grande oggetto surrealista. Sara un museo teatrale.
La gente che lo visiterà se ne andrà con la sensazione di aver fatto un sogno teatrale.

Posso garantire che è riuscito nel suo intento.

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La persistenza della memoria (S. Dalì) – foto di Silvia Mulas

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Visitare il museo è molto semplice, lo si raggiunge da Barcellona o anche da Girona, con i treni della Renfe.

Si trova a Figueres, in Plaça Gala-Salvador Dalì.

L’ingresso al museo costa 12 euro e i bambini sotto gli 8 anni non pagano. Si possono prenotare i biglietti nel sito ufficiale (https://www.salvador-dali.org/…/dali-theatre-museum-in-fig…/).

Io consiglio di prenotare sempre i biglietti quando si vuole visitare un museo, per evitare code e imprevisti (ad esempio eventuali chiusure eccezionali).

La visita dura circa 3 ore e appena fuori dal museo troviamo una piccola taverna dove poterci fermare, post visita, e bere una sangria o una cerveza e gustare dell’ottimo “jambon serrano“.

Come ultimo consiglio: entrate nel museo lasciando fuori i vostri pensieri e preparatevi ad un viaggio nel surreale. Per tutta la durata della visita sarete in un altro mondo.

Buona visione!

Silvia

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